Settembre 2017 - Anno X - numero 8 - Sabato 18 Novembre 2017
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Il Giro ha il suo Re, Vincenzo Nibali

La neve, l’avversaria più temibile, non ferma “lo squalo dello stretto” dominatore del Giro d’Italia

Non è stato concesso il bis della frazione del 1988 al Gavia, una delle più incredibili e memorabili tappe del Giro d’Italia di sempre, ma questo Giro ha ricordato tanto quello corso in quell’anno. Una primavera che sta regalando sprazzi di inverno pieno, ha messo alla prova i ciclisti non solo sulle montagne, in una corsa caratterizzata, oltre che dal maltempo, dallo strapotere e dalla classe di un ciclista italiano: Vincenzo Nibali. Il campione siciliano ha dimostrato la sua superiorità in salita ed in discesa, sopportando la neve ed il freddo pungente, che hanno portato alla cancellazione della 19esima tappa, da Ponte di Legno a Val Martello, in cui per ben due volte il gruppo avrebbe dovuto salire oltre i 2500 metri, affrontando dapprima il Passo Gavia (2624 m) e poi il Passo dello Stelvio (la Cima Coppi 2758 metri) ed infine, dopo la discesa in Val venosta, avrebbe affrontato l'ultima ascesa per l'arrivo in salita ai 2059 m di Val Martello. Molte anche le modifiche del percorso in altre frazioni che dovevano essere congeniali alle caratteristiche di Nibali: niente Passo del Tonale e Sestriere e solo metà del Galibier. Nonostante le condizioni climatiche avverse e le poche montagne rimaste, “lo squalo dello stretto” ha dimostrato agli avversari ed agli addetti ai lavori di meritare ampiamente la maglia rosa persino nella tappa a cronometro, che non lo vedeva favorito dai pronostici. Non soddisfatto, ha attaccato staccando tutti nella tormenta di neve delle Tre cime di Lavaredo, nella penultima tappa, dove ha compiuto un capolavoro, dimostrando di non accontentarsi di amministrare il vantaggio accumulato e legittimando con coraggio la propria superiorità. Il Giro si è concluso a Brescia, con una volata in cui ha visto protagonista il solito Mark Cavendish, al quinto sigillo nella Corsa Rosa 2013. Sul podio della generale ai lati di Nibali, staccatissimi in classifica, sono saliti il colombiano Rigoberto Uran Uran (secondo a 4’43”) e Cadel Evans alla non più giovane età, per un ciclista, di 36anni (terzo a 5’52’’). Tra i ricordi più belli di questo Giro rimarrà l’ascesa del Galibier, montagna tanto cara ai tifosi di Marco Pantani, sotto la neve che cadeva copiosa ed incessante. Il vincitore della tappa, il redivivo Giovanni Visconti, commosso ed incredulo all’arrivo, lui che ha sempre sofferto il freddo, ha voluto ricordare il Pirata: “Sono nato il suo stesso giorno, forse mi ha aiutato”. Piccola nota negativa della Corsa, ci riporta a trattare un argomento di cui non si vorrebbe più sentire parlare: il caso di doping che ha coinvolto nuovamente Danilo Di Luca. Il trentasettenne abruzzese, vincitore della Corsa Rosa nel 2007, che già nel 2009 aveva subito una squalifica, non ha superato un test a sorpresa effettuato il 29 aprile. Persino Lance Armstrong si è scomodato per commentare l’accaduto su twitter: “Anche se ho zero credito sull'argomento doping, non riesco a non pensare: 'veramente Di Luca?' Tu sei fottutamente stupido”. Fonti: La Gazzetta dello Sport, La Repubblica



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    Stefano Monaco - newcitizenpress.com - 27/05/2013


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