Settembre 2017 - Anno X - numero 8 - Giovedì 21 Settembre 2017
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I graffiti, cultura e significato

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I graffiti iniziano così, con una scritta semplice, solo il contorno di lettere. Tutta la creatività si concentra nella rappresentazione dell'alfabeto. Il popolo dei graffitisti nasce così dalla periferia urbana prevalentemente nera o ispano-americana dei quartieri degradati del South Bronx. I "tags" (così vengono chiamate in gergo le firme dei graffitisti) si sviluppano soprattutto nelle metropolitane dove transitano un gran numero di persone. E' subito chiaro che il graffito è strettamente legato alla metropoli e al disagio metropolitano infatti molti artisti anonimi avevano scelto i grandi spazi lasciati vuoti dal degrado urbano o dalle strutture d'uso della città come la metropolitana per esprimere una loro idea di plasticità e decoro. Dopo qualche anno - siamo già alla fine degli anni Settanta - si passa ai muri. La diffusione massiccia della cultura hip-hop avviene negli anni Ottanta, prima nel Nord e poi nel Centro-Italia. Si tende a privilegiare il messaggio rispetto ad un discorso più strettamente artistico. In Italia prendono piede soprattutto nei centri sociali e sono quasi sempre in italiano. I graffiti a Londra si sono sviluppati diversamente rispetto al resto d'Europa; gli inglesi fin dall'inizio hanno preferito i muri ai treni. Scritte di argomento politico proliferavano negli anni '60 e verso la metà degli anni '70, quando bande come i "Clash" e i "Sex Pistol" usavano graffitare i muri dei locali nei quali si esibivano. Parigi viene considerata il centro europeo dei graffiti. In Europa i parigini sono i primi a passare dalla scritta ad un disegno più completo. Anche i parigini hanno alle spalle la cultura hip-hop ma molti si ritrovano nel rap degli immigrati africani di seconda generazione. In Germania, Dortmund è diventata famosa perchè nessun treno è scampato alla vernice. Anche Monaco occupa un posto importante nella mappa dei graffiti europei e ha origine proprio qui il writer tedesco considerato uno dei più bravi d'Europa, Loomit. Ad Amsterdam nell'83 si organizzò un'esibizione dal vivo di graffitisti cittadini che si espressero su autobus, treni, metropolitana e perfino sui muri che costeggiavano i canali. In Spagna, l'hip-hop è arrivato più tardi che nel resto d'Europa. I graffiti politici hanno proliferato nell'era post-franchista ma la diffusione di graffiti in stile newyorkese è stata limitata. Quel poco che esiste in fatto di graffiti è concentrato nelle metro. Che piacciano o no, i graffiti, rimangono tracce sparse nella comunicazione pubblicitaria e musicale, rimangono la protesta, le grida di rabbia, le bande, il teppismo. E un linguaggio trasversale, che forse non era indelebile.



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    Silvia Marano - newcitizenpress.com - 15/12/2013


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