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Gennaio 2021 - Anno XIV - Numero 12 - Sabato 22 Gennaio 2022
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I Comuni devono applicare la Legge quadro per tutelare i disabili

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In seguito al reato di violenza sessuale che ha recentemente avuto luogo nella provincia di Ragusa di cui si è macchiato un pensionato 64enne nei confronti di una disabile psichica, il presidente dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Francesco Provvidenza, ha sottolineato la necessità che i Comuni tutelino i soggetti disabili attraverso l’applicazione delle legge quadro n.320/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, che all’articolo 14 introduce proprio l’elaborazione di progetti individuali per i disabili. («1. Per realizzare la piena integrazione delle persone disabili di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nell'ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell'istruzione scolastica o professionale e del lavoro, i comuni, d'intesa con le aziende unità sanitarie locali, predispongono, su richiesta dell'interessato, un progetto individuale, secondo quanto stabilito al comma 2.
2. Nell'ambito delle risorse disponibili in base ai piani di cui agli articoli 18 e 19, il progetto individuale comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale, i servizi alla persona a cui provvede il comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all'integrazione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. Nel progetto individuale sono definiti le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare.
3. Con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la solidarietà sociale, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite, nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla normativa vigente, le modalità per indicare nella tessera sanitaria, su richiesta dell'interessato, i dati relativi alle condizioni di non autosufficienza o di dipendenza per facilitare la persona disabile nell'accesso ai servizi ed alle prestazioni sociali».)
Se venissero approvati quei piani individualizzati - spiega il presidente - i ragazzi con disabilità mentale verrebbero maggiormente tutelati, in quanto si tratta di concretizzare un progetto di piena inclusione e integrazione sociale di queste persone, evitando anche che esse e le famiglie che le hanno in carico debbano faticosamente ricercare presso svariati enti le diverse prestazioni utili, incontrando spesso valutazioni e procedure difformi” e aggiunge “l’emanazione di un bando da parte dei Comuni, dando in tal modo a tutte le famiglie con persone disabili la possibilità di presentare l'istanza per la realizzazione di un piano individualizzato il quale non costerebbe proprio nulla all'Ente. Quell'articolo, infatti, definisce i criteri per la redazione dei programmi individuali per le persone disabili, a integrazione e completamento dei Piani di Zona Distrettuali; su richiesta dell’interessato, poi, i Comuni, d’intesa con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), predispongono un programma individuale che comprende sia la prestazione di cura e riabilitazione, sia i percorsi di recupero e integrazione”.E interrogandosi sul reato di violenza sessuale aggiunge “c’è da chiedersi, ad esempio, come mai la ragazza pozzallese con disabilità psichica lieve, presunta vittima dell’abuso sessuale, non avesse un proprio piano individualizzato”.




News letta: 1137 volte.
    M.Rosa Boscaglia - newcitizenpress.com - 20/07/2010


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