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Ottobre 2019 - Anno XI - numero 9 - Venerdì 18 Ottobre 2019
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Fumo: dopo 10 anni, il rischio è zero...o quasi.

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Come ben noto, il fumo di sigaretta è il principale responsabile dei casi di cancro polmonare per il 90% della popolazione maschile e dell' 80% di quella femminile. La possibilità di ammalarsi di cancro polmonare per i forti fumatori è 80 volte superiore di un non fumatore. Ogni volta che inaliamo il fumo di una sigaretta, immettiamo nel nostro organismo sostanze chimiche nocive, come catrame, nicotina, monossido di carbonio, nichel, arsenico ed idrocarburi aromatici. Tutte queste sostanze, una volta assorbite dal nostro corpo, creano stati di deficienza immunitaria e distruggono le cellule anticangerogene, indispensabili per prevenire lo sviluppo di cellule tumorali, in ogni parte del nostro corpo. Fin qui tutte cose sentite e risentite più volte, niente di nuovo, al punto di farle sembrare delle retoriche ovvietà. Ma un fumatore è ormai segnato per la vita? Se smettesse di fumare in che misura riuscirebbe a limitare i rischi futuri? Interessante a tal proposito è analizzare lo studio condotto dall American Cancer Society, la quale afferma che dopo 10 anni dall'ultima sigaretta, il rischio di mortalità per tumore ai polmoni di un ex fumatore è identico a quello di un non fumatore. Ma per vedere i beneficio che lo smettere di fumare potrebbe apportare al nostro organismo, bastano 15 minuti. Già dopo questo lasso di tempo, la pressione sanguigna ed i battiti cardiaci, tornano a valori normali. Entro le 8 ore, il livello di ossigeno presente nel sangue torna a valori ottimali, ed entro le 24 ore diminuisce sensibilmente il rischio d' infarto cardiaco. Bastano invece solo 48 ore per far si che le terminazioni nervose comincino a rigenerarsi, e per riacquistare buone capacità olfattive e gustative. Dopo la seconda settimana migliorerà sensibilmente la circolazione sanguigna e la capacità respiratoria aumenterà di un buon 30%. E' invece sufficiente un mese, dall'ultima sigaretta, per avvertire una diminuzione della tosse, della congestione nasale e per vedere ridurre sensibilmente affanno e fatica: il nostro corpo sarà quindi investito da un significativo aumento di resistenza e di energia fisica. Entro il primo anno il rischio di malattie cardiache legate al fumo si riduce del 50%, mentre ce ne vogliono all'incirca 15 per equipararlo a quello di un non fumatore. Il tasso di mortalità per tumore polmonare si riduce del 50% entro i primi 5 anni, mentre dopo 10 anni il rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni è come quello di una persona che non ha mai fumato. Infatti dopo 10 anni le cellule anticancerogene sono completamente ristabilizzate. Se ci si pensa, dieci anni non sono poi tanti.



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    Fabrizio Della Bina - newcitizenpress.com - 25/10/2010


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