Julian Assange è semplicemente un australiano idealista oppure un manovratore senza scrupoli o ancora un manovrato che sa di essere manovrato ? Il fatto è che nazioni come gli U.S.A. la Gran Bretagna, la Germania, la Francia, la Russia di Putin e la Cina, capaci di controllare con qualisasi mezzo informazioni e flussi di documenti a qualsiasi livello e di qualsiasi formato, sembrano del tutto impotenti di fronte a questo fenomeno incontrollabile che i massmedia propongono come il fatto di un solo uomo che, attraverso l’azione di funzionari e militari infedeli, ha avuto accesso al sancta sanctorum delle informazioni più segrete e riservate delle massime potenze mondiali e dei loro Stati satelliti, divulgandole poi attraverso la rete globale di Internet, pare, a beneficio dell’intera umanità. Ognuno degli Stati interessati, compresa l’Italia, spende ogni anno in organizzazione per l’intelligence e per il funzionamento della diplomazia delle somme inenarrabili, con dispendio di mezzi, di uomini e di tecnologie a noi del tutto sconosciute e di dimensioni assolutamente impensabili, tuttavia secondo i media, basterebbe un uomo solo per sconvolgere la sicurezza e la segretezza di tutti questi apparati, divulgandone a iosa i contenuti con tanto di prove, fotocopie e fotografie. Ora è ovvio che in un mondo dove ancora echeggia il dubbio che l’atterraggio sulla luna dei primi astronauti americani nel 1969 sia stata una grandiosa operazione di fiction U.S.A. girata nei deserti dell’Arizona ma che in realtà nessun essere umano sia ancora mai stato su questo satellite della Terra e dove il crollo delle Torri del 11 settembre a New York possa essere stato organizzato e commissionato dallo stesso governo americano, diventa quanto meno opinabile supporre il fatto che Julian Assange sia realmente in grado eseguire in prima persona la divulgazione di notizie politiche, economiche e diplomatiche riservatissime, senza che queste azioni siano state commissionate altrove, in un progetto estremamente controllato e misurato da una regia che ne fa azionare gli effetti in precisi tempi di politica planetaria e con scopi sicuramente vantaggiosi per alcuni governi e svantaggiosi per altri. Il rimescolamento che ne deriva in termini di influenza della opinione pubblica con indebolimento di determinate amministrazioni e di rafforzamento di altre, comporterebbe una evidente forzatura tendente ad un riequilibrio globale dei rapporti fra gli Stati, in funzione di nuove aggregazioni di interessi economici e strategici oltre che politici e militari, una forzatura orientata a stabilire nuovi pesi comportamentali assumibili sui mercati, sulle monete e soprattutto sulle strategie delle alleanze. Internet sarebbe l'unico mezzo in grado di far diventare le rivelazioni di questo messaggio globale il vero medium capace di influenzare immediatamente gli orientamenti della opinione pubblica di intere Nazioni ? Sembrerebbe proprio di sì poiché le fasi di attesa spasmodica, l’allarme dei governi di molti Stati e l’attenzione mediatica che è stata posta qualche giorno prima attorno alle rivelazioni di WikiLeaks, il portale informatico utilizzato da Assange per la divulgazione di queste informazioni, rientra in quella che tutti gli organizzatori di spettacoli, compresi quelli di Broadway, chiamano da sempre la “piattaforma di spinta dell’evento” si tratta cioè di quel periodo di suspense più o meno lungo e più o meno denso di ipotesi su quello che accadrà, che rende l’attesa la fase di maggior impatto sulla opinione pubblica e che ne fa una cassa di risonanza senza precedenti, capace già da sola di garantire il successo dell’evento spettacolare promesso. Un successo che dal piano mediatico si sposterà soprattutto a quello economico e politico, sotto un effetto deflagrante che sarà in se stesso senza dubbio più importante dei fatti riportati . Infatti in pochissimo tempo innumerevoli siti di informazione hanno riportato le notizie relative ai files in questione, files che rivelano non solo la natura dei rapporti tra alcuni importanti attori internazionali, ma anche l’opinione che i diplomatici statunitensi hanno di diversi leader europei . E’ Importante sapere che nessuno dei 251.287 documenti divulgati è considerato top secret, circa 15.000 sono classificati come segreti, 9.000 come troppo delicati per essere condivisi con un governo straniero, circa 102.000 confidenziali, e oltre 134.000 non rientrano in alcun livello di segretezza. L’effetto principale desiderato potrebbe essere quello di un riallineamento delle strategie di politica estera degli USA nel mondo, con possibilità di cambiare alleanze in funzione delle informazioni divulgate e scoperte, riallineamento che altrimenti il Congresso USA non avrebbe mai potuto votare ne autorizzare e che nessuna diplomazia avrebbe potuto sostenere altrettanto repentinamente nei rapporti in corso con gli alleati, come sono invece capaci di fare le cosidette verità nascoste che emergono al ludibrio generale. Ma il messaggio che si tenta di far passare a livello mondiale, da parte di tutti i governi, è invece quello un po’ romantico e artefatto di un Julian Assange che ha sfidato il mondo e il mondo vuol fargliela pagare cara, perché il potere non vuole essere osservato mentre combina cose sporche o manifesta le sue reali intenzioni, sia che si tratti di guerra, di economia come di diplomazia. La minaccia ritorsiva che viene presentata dai media e dai governi è quella di voler arrestare Assange ovunque e comunque, tuttavia tale minaccia viene attuata sulla base di accuse insostenibili e con mandati Interpol che contengono errori e che in realtà sono quindi inutilizzabili per l'arresto, dunque si tratterebbe di un vero e proprio bluff nel quale tutti gridano al lupo ma tutti vogliono che il lupo si salvi. Nessuno vuole fermare Assange fra i politici potentissimi come quelli che governano Usa e Cina o i Paesi arabi, chi lo vuole fermare sono i personaggi da operetta e d' avanspettacolo della politica che sono a capo di altre sedicenti democrazie, quelli che oggi vacillano sulle loro poltrone e che sembrano essere i veri destinatari dell’azione di riequilibrio della diplomazia internazionale, quelli di cui il ministro Frattini ha assunto il ruolo di massimo portavoce mondiale attribuendo ad Assange il disegno di un sorta di Spectre, ossia quello di voler distruggere il mondo, mentre in realtà quella di Assange può essere letta in definitiva come una vera e propria azione di “igiene” politica e diplomatica commissionata che mira a togliere dalla scena mondiale alcuni rapporti indesiderati nella politica fra Occidente e Oriente, quelli dei cortigiani dell’era Bush che in vari Stati del mondo erano stati sostenuti al potere per compiacere la allora politica internazionale degli USA, politica che oggi è del tutto cambiata e che necessita urgentemente di un nuovo scenario per garantire meglio il futuro della diplomazia USA e quella del loro governo attuale . (image by Google)
voglio vedere julian assange sui libri di storia!!... e spero che gli americani ripensino alll'idea della pena di morte o della reclusione a guantanamo! god bless julian assange e wikileaks!!
Postato
da: Kayla
il: 23/01/2011 18:25