La crisi economica attuale che durerà ancora a lungo, con la contrazione del mercato che la caratterizza, rende sempre più precario, aleatorio e sottopagato il lavoro nella grande industria. In un contesto di questo tipo, la prospettiva di crearsi forme di “autoimpiego”, mettendosi in proprio, può diventare una concreta via d’uscita ad una situazione altrimenti priva di sbocchi. Ecco dunque la necessità di una rinnovata attenzione nei confronti delle imprese artigiane, eredi di una gloriosa tradizione, che la “rivoluzione industriale” e la nascita dell’impresa moderna avevano un po’ messo ai margini del processo produttivo complessivo. “Viart”, la mostra permanente dell’artigianato artistico vicentino, costituisce un’occasione irripetibile per andare ad osservare da vicino i prodotti di alta qualità che la caratterizzano, esposti nei tre piani del palazzo di Contrà del Monte, 13 nei pressi della Basilica palladiana. La mostra, inaugurata il 19 aprile di quest’anno, è aperta dal martedì alla domenica, con orario dalle 10 alle 19, ed è stata organizzata con il patrocinio dell’Associazione degli Artigiani, della Camera di Commercio e del Comune di Vicenza. L’esposizione di ogni singolo artigiano è temporanea, con un ciclo di cinque mesi per ognuno. Lo spazio dei vari piani è diviso in settori ognuno dedicato ad artigiani-artisti presenti in uno specifico ramo di attività. Nel settore del legno si possono ammirare le creazioni del designer recoarese Giorgio Guasina, pregevoli e tese nella dinamica del movimento; in quello dei metalli le delicatissime ed aeree linee della fucina artistica Matteazzi. Il nutrito spazio dell’oreficeria è riempito dai vicentini Lorenzo Bazzo e Laura Balzelli, più decorativi, e dalle sculture orafe di Giuseppe Bagalà di Caldogno. La sartoria è rappresentata dalle deliziose creazioni di Daniela e da quelle più sobrie di Paola Girardi, entrambe di Vicenza. La ceramica è in modo pressoché obbligatorio localizzata nella zona di Nove – Marostica, con le creazioni Dal Prà, molto decorative, e quelle Crestani, più stilizzate. La vetreria è vaporosa con l’officina Parise di Marostica , essenziale con “Vitrum” di Bassano del Grappa. Infine la stampa è rappresentata dalla litografia artistica di Busato di Vicenza e dalla tecnologica Oxen di Creazzo, per stampa digitale. Il fascino dell’artigianato indubbiamente consiste anche e soprattutto nella “creazione” personale dell’opera, che rende il prodotto una “unicità” irripetibile e non assimilabile a qualunque cosa di “industriale” nel senso di un’anonima produzione in sere. Qui, appunto, diventano labili i confini tra “artigiano” e “artista”, a dimostrazione del fatto che la tendenza spontanea del lavoro umano è verso l’arte, una tensione verso la bellezza. La mostra vicentina ne è una lampante conferma.