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Gennaio 2021 - Anno XIV - Numero 12 - Sabato 22 Gennaio 2022
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ANDAMENTO LENTO

Veloci come una lumaca

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Andamento lento per l’ economia italiana che rallenta nell’ ultima parte del 2010 e chiude l’ anno con una crescita dell’ 1,1%, un po’ inferiore alle stime del governo che indicavano un +1,2%. In confronto all’ anno terribile della crisi, il 2009, chiusosi con un crollo del 5,1%, il 2010 ha fatto registrare una ripresa, anche se il ritmo di crescita italiano sembra assai debole rispetto a quello di altri paesi europei. “Siamo contenti, ma vogliamo e dobbiamo fare di più”, ha fatto sapere da Bruxelles il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti. “Ad aprile presenteremo il piano per la crescita, tenendo conto che il problema dell’ Italia è quello del Sud. Più cresci e meglio è. E noi – ha evidenziato – contiamo di raggiungere obiettivi più ambiziosi”. Se pensiamo che in Germania la crescita del Pil è stata del +3,6%, nonostante nell’ ultima parte dell’ anno si siano registrate le conseguenze negative del gelo che ha paralizzato il Paese, ci si rende conto di quanto sia misero il nostro +1,1%, inferiore anche al +1,7% dell’ Eurozona e della Ue-27 e al +1,5% della Francia, danneggiata in questo caso dagli scioperi contro la riforma previdenziale. Una crescita di poco superiore all’ 1%, così come aveva supposto ad ottobre il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, era già stata etichettata come “deludente” da Confindustria, che nell’ ultimo rapporto sull’ economia italiana aveva parlato di un Paese che “ancora una volta rimane indietro”. Il rallentamento è stato lampante nell’ ultimo trimestre dell’ anno. Tra l’ ottobre e il dicembre del 2010 il pil è stato quasi stagnante: si è infatti registrato un aumento dell’ appena 0,1% contro il +0,3% del trimestre precedente. Nello stesso lasso di tempo la zona euro è cresciuta dello 0,3% e l’ intera Ue dello 0,2%. Anche la Spagna ha fatto meglio dell’ Italia, con un +0,2%. Certamente un risultato non esaltante ma comunque migliore di quello italiano. Risultato inferiore al nostro hanno conseguito Grecia (-1,4%), Portogallo (-0,3%) e Regno Unito (-0,5%), anche in questo caso soprattutto a causa del maltempo. Ad accusare una battuta d’ arresto, a sorpresa, negli ultimi mesi dell’ anno, è stata l’ industria. Dalle rilevazioni dell’ Istat si nota che l’ aumento congiunturale è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’ agricoltura (dopo il crollo del 3,1% del 2009, rileva la Coldiretti) e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’ industria. “Chiudere il quarto trimestre positivamente non era facile dopo il calo della produzione industriale”, ha affermato il presidente dell’ Istituto di statistica, Enrico Giovannini, evidenziando però anche che “la strada per riportarci sui livelli pre-crisi è lunga”. E’ necessario che l’ Italia riprenda a crescere in fretta scongiurando il rischio di passi indietro. Ma per farlo occorre creare i presupposti affinché le aree più svantaggiate del Paese possano risollevarsi. Ne beneficeremmo tutti. (Foto e immagini da Google.it)




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    Antonio Nicola Pezzuto - newcitizenpress.com - 01/03/2011


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