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Gennaio 2021 - Anno XIV - Numero 12 - Sabato 22 Gennaio 2022
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FRATELLI D’ ITALIA

150 anni di storia, di lotte e di passioni

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Tanti auguri mia amata patria! Sono 150 e non li dimostri, o forse si. Qualche ruga, qualche smagliatura, non possono offuscare la bellezza del tuo viso. Certo, le preoccupazioni, le tensioni, le amarezze procurate dai tuoi amati figli non riesci a nasconderle del tutto. Sicuramente c’ è anche chi vorrebbe smembrarti, chi invece vorrebbe del tuo simbolo prediletto, il tricolore, farne un uso per così dire intimo. Va bene, lo riconosco, i tuoi amati figli ti danno più di qualche pensiero: quando non si riconoscono fratelli perché alcuni sono nati nella nebbia e altri sotto il sole che illumina, creando un fantastico gioco di riflessi, le limpide acque del mare, oppure perché dicono di ispirarsi ad ideologie diverse ma in realtà nascondono solo vili interessi, oppure quando vogliono smembrare quelle che sono le tua fondamenta, cioè la Carta Costituzionale. Ma tu vai avanti lo stesso e fai bene. D’ altronde in 150 anni di momenti difficili ne hai attraversati tanti, di crisi ne hai superate parecchie, ma il tuo cuore forte e generoso ha sempre retto bene ad ogni dispiacere e ad ogni sforzo. Sono sicuro che tu vorresti la felicità delle tue creature, la loro eguaglianza perlomeno nelle opportunità. Magari sogni di non vedere più tra le vie delle tue città la povertà, persone soffrire magari in silenzio e prive della solidarietà degli altri, bambini che sono più sfortunati di altri solo perché non hanno potuto scegliere la famiglia in cui nascere. Credo che se potessi elimineresti volentieri anche quei prepotenti dei mafiosi che soffocano la tua economia e ne impediscono lo sviluppo soprattutto nelle aree più svantaggiate del tuo bellissimo territorio. Così come sono convinto che, se potessi, sceglieresti per te degli amministratori assai diversi al di là del colore politico. In questi giorni sei al centro di ogni tipo di festeggiamento, sono contento, meriti questo ed altro. Pazienza se qualcuno si è rifiutato di festeggiarti, non ti curar di loro ma… Mi auguro piuttosto che tutti coloro che ti hanno festeggiato lo hanno fatto perché ci credono veramente, per un comune sentire e non per motivi di mera opportunità. Sai, in verità io sono molto preoccupato. Temo come recita un vecchio proverbio che passato il santo passa la festa. E che ne sarebbe di tutti i fiumi di inchiostro, delle pagine dei giornali, delle lunghe trasmissioni tutte dedicate a te? Come si ritornerebbe alla vita di tutti i giorni, ai grandi e piccoli problemi da affrontare? In fondo penso che le mie preoccupazioni siano anche le tue. Ti confido che in questi giorni sei più bella che mai. Tutta piena di bandiere, forse anche più pulita, ti sei tirata proprio a festa! Forse, dopo questa ricorrenza ci sentiremo tutti più uniti, tutti più fratelli o forse no? Io me lo auguro sinceramente mia amata madrepatria, perché io mi sento tuo figlio da Santa Maria di Leuca fino a Bolzano, passando per la Sicilia e per la Sardegna, così come sento miei fratelli i salentini e i padani e poco importa se qualcuno non ricambia il sentimento. Sono convinto infatti, che ognuno di noi debba assumersi le sue responsabilità e comportarsi al meglio, dimostrando nei fatti di credere in alcuni valori e di essere un vero italiano. Solo così possiamo onorarti nella vita di tutti i giorni e non ogni 150 anni. Tanti auguri mia amata Italia! (Foto e immagini da Google.it)




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    Antonio Nicola Pezzuto - newcitizenpress.com - 17/03/2011


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