La funzione religiosa pubblica e solenne divenne col tempo una specie di titolo di diritto sulle offerte dei fedeli, spostando nuovamente la bilancia a favore dei più ricchi e dimenticando i più poveri, ai quali diventava assai difficile garantire un...felice al di là ai propri defunti; inoltre l'eccessivo, conseguente accumulo di ricchezze, portò al mutamento dello stato di proprietà e con esso dell'ideale di povertà benedettina a cui l'ordine inizialmente si ispirava. Mancò cioè l'approfondimento mistico, la preghiera diventò un lavoro ed un mutuo scambio, un baratto: offerta uguale preghiera, più offerta, più preghiere in suffragio dei defunti e per i vivi Questa situazione, che per noi uomini del XXI secolo, apparentemente assurda, lo è assai di meno per gli uomini del X-XI secolo: la concezione strutturale e gerarchica del tempo era accettata dalla gente anche perché non ne era concepibile una diversa: esistono infatti tre categorie di persone, ognuna delle quali con compiti e scopi precisi e diversi: 1) I signori (uomini di Chiesa, di preghiera, i monaci ecc.) 2) Gli uomini d'arme 3) Il popolino Ai primi spetta garantire, con preghiere, salmi, canti, la benevolenza di Dio verso i defunti e verso i vivi, non solo a livello spirituale, ma anche a livello materiale (affinché il raccolto sia sempre favorevole, la famiglia prospera, feconda di figli maschi utili nel lavoro dei campi, senza carestie o pestilenze o guerre ecc.), retaggio di un cristianesimo non ancora scevro da influenze terrene; ai secondi spetta preservare la pace con le armi, condizione indispensabile per poter garantire il lavoro del terzo gruppo, quello del popolino il cui scopo è quello di nutrire gli altri due e di riprodursi per garantire generazioni future di lavoratori. Come si è visto, l'arte si adegua a questa situazione: essa è tutta volta verso la trascendenza dello spazio e del tempo: inizialmente povera, essa si arricchisce traducendo in ornamenti tutte le offerte generose che pervengono alla curia; ciò nella concezione sempre più mondana che per ottenere crediti presso Dio, sia necessario fare oltremodo bella figura, pagando quasi una tangente per gli stessi. Ma fortunatamente essa assume anche in parte il ruolo di comunicare, divulgare, custodire il sapere per aiutare a trascendere. Purtroppo questo ordine semplice e perfetto sappiamo fu impossibile da realizzare: infatti il secondo gruppo, quello dei soldati, non si comportò secondo le regole: nati per la guerra, non si limitarono a quella difensiva: ricominciarono le stragi, i delitti gratuiti, le lotte per le fazioni. Contro ciò si oppose il clero, la cui unica arma fu invocare la giustizia divina, giocando sulla paura dei guerrieri non di perdere la vita, rischio accettato del mestiere, ma di perdere l'anima, morendo in disgrazia di Dio. Per ovviare a ciò vennero richieste nuove offerte, nuovi sacrifici, nuove chiese sempre più ricche, ornate, regali; oppure, in alternativa, combattimenti in guerre giuste e sante, le crociate, per giungere alla liberazione del Santo Sepolcro ed alla realizzazione della Città Celeste intorno a Gerusalemme. Tutto ciò portò nuovamente a dimenticare lo spirituale, dando sempre maggiore importanza al materiale; la decadenza fu inevitabile. I monasteri riassunsero nuovo fulgore, come faro nella decadenza, nuovamente tutelati dai signori i cui figli studieranno in essi. (foto, immagini da google e wikipedia)