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Agosto 2020 - Anno XIII - Numero 7 - Sabato 15 Agosto 2020
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AttualitĂ  >>

Dure regole per il commercio online: attiva la sentenza dell’Unione Europea sul caso e-Bay.

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INTERNET. Anche sul web la legge va rispettata. Nel mondo internet dove tutti ormai si muovono a piede libero e dove la democrazia regna sovrana(almeno finora) non si possono ignorare le regole. A dirlo, stavolta, è stata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea che si è pronunciata sulla controversia l’Oreal-e-Bay. La l’Oreal, azienda leader del settore cosmetico ha trascinato in tribunale e-Bay( la piattaforma commerciale più conosciuta sul web dove imprese e privati comprano e vendono prodotti), con l’accusa di aver permesso ai propri clienti-venditori di commerciare prodotti a marchio l’Oreal. E non solo, e-Bay avrebbe pure acquistato presso servizi a pagamento su internet (come il sistema AdWords di Google) parole chiave corrispondenti ai nomi dei marchi della l’Oréal per accaparrarsi spazi pubblicitari e dirottare i propri utenti sul suo sito. La sentenza della Corte parla chiaro: ‹‹chi gestisce un mercato online(in questo caso e-Bay) è responsabile per le violazioni di diritto dei marchi commesse dai suoi utenti. Ma in questo caso dovranno essere i giudici nazionali(dei Paesi dell’Unione europea in cui sono stati venduti prodotti L’Oreal attraverso e-Bay), a risolvere la causa in conformità alla sentenza emessa››. In poche parole l’Unione Europea detta le linee guida ma sono i giudici nazionali a doversi pronunciare in maniera definitiva. Questa sentenza che potrebbe creare un precedente in materia di regolamentazione commerciale online stabilisce che il titolare di un marchio possa far valere il suo diritto esclusivo nei confronti di una persona fisica che vende i propri prodotti solo quando tali vendite avvengono nel contesto di un’attività commerciale e non tra privati. Ma allo stesso tempo la corte tutela il proprietario di un’attività commerciale online mettendolo al riparo da responsabilità, a meno che questi non abbia svolto un «ruolo attivo» nel commercio dei prodotti. ‹‹Anche se il gestore non ha avuto un ruolo attivo››, si legge nella sentenza, ‹‹deve comunque rispondere se era a conoscenza delle operazioni di compravendita illecite online e non ha fatto nulla per evitarle o rimuoverle. Così come se le corti degli stati membri dovessero riconoscere che violazione c’è stata allora e-Bay dovrà fornire i nominativi dei suoi clienti che hanno commesso il crimine e consegnarli alla giustizia››.




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    Marirosa Barbieri - newcitizenpress.com - 09/07/2011


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