Per alcuni potrebbe sembrare una trovata bizzarra, per altri un’ idea innovativa, per altri ancora una svolta. Fatto sta che due pizzaioli giuliesi hanno presentato lo scorso 8 novembre alla fiera Tech and Food 2011 di Monteprandone (AP), la pizza da bere, meglio nota come pizza liquida. Chiamati nelle vesti di giudici, Valerio Valle e Bigio Saccomandi insieme alla Squadra Italiana Pizzaioli Professionisti, fuori concorso, si sono rimboccati le maniche ed hanno preparato la nuova miscela davanti ad un’ottantina di colleghi e di visitatori curiosi. Sono bastati pochi ingredienti ed il gioco era fatto. C’è voluto un frullato di pomodorini pachino conditi con sale, un pizzico di pepe è un filo di olio extravergine di olive, una spuma di mozzarella di bufala miscelata con panna liquida e un po' di olio e sale, un pesto di basilico senza aglio e infine il bicchiere, con l' aggiunta di pezzi di focaccia, appena cotta al forno a legna , tagliata in piccoli pezzi. Come nasce l’idea ce lo spiega proprio uno degli inventori,Valeriohttp://valeriovalle.blogspot.com/ pizzaiolo nel sangue e vincitore di numerosi riconoscimenti. «L' idea di poter gustare il sapore della pizza», dice, «in maniera diversa, magari in un aperitivo, degustazione, in una cena in piedi, ci stuzzicava. Abbiamo preso ispirazione dalla cucina molecolare degli chef (ndr un modo di fare cucina basata sullo studio degli elementi chimici dei cibi per combinarli al meglio tra loro)». E quale migliore occasione di presentarla se non ad un evento di grande portata? Tech & Food, infatti, richiama ogni anno molti gestori di impianti, alberghi, bed & breakfast, ristoranti, pizzerie, bar, pub, gelaterie, birrerie e stabilimenti balneari, spinti dall’intenzione di presentare i loro prodotti. «Se proprio la vogliamo dire tutta», dice il pizzaiolo giuliese, «siccome l’evento è in collaborazione con bar.it il portale del bar italiano che promuove il mondo delle bevande, abbiamo pensato di adattare la pizza al format bevanda e quindi di raccoglierla in un bicchiere». Non c’è il rischio che la pizza liquida disgusti? «Dipende», dice Valerio, «da come la si mangia. C’è chi imbeve la focaccia nel mix e chi preferisce stendere gli ingredienti nel piatto e mangiarli con un cucchiaino. In quest’ultimo caso può disgustare. Poi, siamo stati attenti a calibrare bene gli ingredienti: nel composto a tre salse, il pesto al basilico è senza aglio ma con più olio, ai pomodori pachino abbiamo aggiunto salsa concentrata per renderli di un rosso più intenso». E non è tutto perché alla canonica piazza margherita al bicchiere, ci possono essere delle varianti. «Si può fare una fonduta al formaggio, una spuma di mozzarella con grissino prosciutto crudo e molte altre». M è un po’ presto per parlarne. Per il momento l’esperimento finisce lì, «per il futuro chissà», dice il giovane pizzaiolo, «se e quando avremo richieste magari da qualche bar nella zona, ne riparleremo».