È stato riconosciuto dalla moglie Elena grazie al tatuaggio sulla spalla rappresentante i quattro mori simbolo della Sardegna che gli aveva dato i natali. Sandro Usai, 40 anni, il volontario investito dall’ ondata di piena dopo aver salvato la vita a due persone è stato ritrovato al largo di Monterosso, davanti a Punta Mesco. «Lo hanno avvistato quelli del battello di linea da Levanto a Monterosso - spiega il sindaco Angelo Betta - . Si sono accorti di una giacca gialla che affiorava». Il corpo galleggiava a pancia in giù, la scritta sul giubbotto dei volontari antincendio ben visibile sulla spalla: «Non è stato neppure necessario rivoltarlo per capire che era lui», afferma visibilmente commosso il primo cittadino. Usai è la nona vittima causata dall’ alluvione che ha distrutto case, strade e ponti tra la Liguria e la Toscana. La moglie del volontario ha perso ogni speranza quando, dopo aver trascorso intere giornate in mare con la Guardia Costiera, le hanno riferito che il corpo del marito era stato ritrovato. Sandro Usai dal sindaco e da tutto il paese viene considerato un eroe: «Non si tirava mai indietro: era a Riomaggiore nei giorni dell’ incendio e con noi quando è venuta l’ alluvione». Non riesce a rassegnarsi la moglie: «Ha salvato gli altri e non è riuscito a salvare se stesso. Gli avevo detto di starsene in casa, ormai la strada era un fiume in piena ma lui no, lui era un generoso. È andato e non l’ ho più visto». Il nubifragio, nella sola Monterosso, ha causato danni per 30 milioni di euro e a chi parla di speculazione edilizia il sindaco Betta risponde così: «Qui non si costruiscono case dal 1976». La Procura di La Spezia si è già attivata mentre quella di Massa ha avviato un’ inchiesta contro ignoti con l’ accusa di disastro e omicidio colposo, la quarta istruita dal 2003 sulle conseguenze del maltempo. I magistrati si stanno procurando i piani regolatori della zona, anche quelli più vecchi, per appurare l’ eventuale esistenza di abusi edilizi. E chiedono i video ai cittadini che hanno filmato l’ inondazione. La Procura toscana si avvarrà di un collegio di esperti e anche sulla scorta della superperizia i pm prenderanno le decisioni riguardo le possibili iscrizioni nel registro degli indagati. Come precisa Giubilaro, l’ inchiesta procederà su due livelli: «Da una parte cercheremo di capire se ci siano responsabilità umane nella morte dei due abitanti di Aulla, dall’ altra, se nel corso degli anni, si siano verificati comportamenti da parte di pubblici amministratori che abbiano portato al disastro ambientale». Come accaduto in occasione di altri allgamenti, in Paese si parla di una storica diga idroelettrica a monte di Bagnone. Ma a tal proposito arriva il chiarimento del capo della protezione civile Franco Gabrielli: «Ho parlato con il Prefetto, ha escluso che ci sia stata una immissione di acqua non corretta dalla diga». Anche Papa Benedetto XVI, al termine dell’ Angelus, ha espresso la sua solidarietà alle popolazioni delle Cinque Terre e della Lunigiana: «Vorrei esprimere la mia vicinanza alle popolazioni della Thailandia colpite da gravi inondazioni, come pure, in Italia, a quelle della Liguria e della Toscana, recentemente danneggiate dalle conseguenze di forti piogge. Assicuro, per loro, la mia preghiera». In questa tragedia che ha riguardato tante famiglie e che sicuramente non potrà non avere responsabilità umane, la figura di un uomo generoso come Sandro Usai è un raggio di luce che deve illuminare tante coscienze chiuse nel proprio egoismo. Il suo gesto, che è quello di un eroe, deve essere di esempio per tutti. (Foto e immagini da Google.it)