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Agosto 2020 - Anno XIII - Numero 7 - Sabato 15 Agosto 2020
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L’Aquila, ciechi in piazza contro la legge “Ponzio Pilato”

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L’AQUILA. Non vedono i loro diritti, non vedono aiuti, non vedono se stessi. E’ questo il mondo delle persone non vedenti che martedì scorso sono scese in piazza per difendere i propri diritti messi a repentaglio da leggi scellerate e poco accorte. Loro, hanno chiesto lo stralcio dell’articolo 10 del disegno di legge delega n. 4566 http://www.nonprofitonline.it/docs/normative/2947.pdf che azzera l’indennità di accompagnamento affidandola a Regioni e Comuni. Una stangata che si somma a quelle già ricevute come il taglio dei fondi destinati ai servizi socio-assistenziali come la produzione, in braille (sistema di scrittura per non vedenti), a carattere ingrandito e in formato elettronico di libri e giornali. Ma c’è di più. Con la legge in questione, così come concepita il governo si sgravia totalmente da ogni responsabilità delegandola agli Enti territoriali ed associazioni non-profit, perché loro, si legge nella legge, « possono fare molto di più a volte, del settore pubblico». La legge “Ponzio Pilato” stabilisce, in poche parole, che le Regioni devono gestire un fondo per l’indennità alla non autosufficienza sulla base di parametri standardizzati che tengano contro della popolazione residente, dell’età anagrafica e non dei singoli casi di invalidità; delega ai Comuni singoli o associati la carta acquisti (con sconti per i disabili) e all’Inps il compito di gestire un’ anagrafe generale, una sorta di banca dati elettronica dei beneficiari e delle loro famiglie in modo da monitorare le loro necessità. Le associazioni non profit potranno occuparsi dell’assistenza dei disabili. Ma non è tutto. Lo stesso articolo dice che per i disabili di qualsiasi genere anche gravi che percepiscano già un reddito o pensione di reversibilità del coniuge morto non hanno diritto ad assegno alcuno anche se versano in condizioni di grave handicap. «Non è possibile», dice Cesare D’Alessandro, vice capogruppo regionale Idv, «cancellare i diritti fondamentali acquisiti in anni ed anni di durissime battaglie dei ciechi e delle loro associazioni». Non è possibile continuare a non vedere la realtà di chi non vede.




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    Marirosa Barbieri - newcitizenpress.com - 07/11/2011


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