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Gennaio 2021 - Anno XIV - Numero 12 - Sabato 22 Gennaio 2022
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UN EROE DEI NOSTRI GIORNI

Francesco Bazzani, volontario italiano, è stato massacrato in Africa

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Francesco Bazzani, odontotecnico veronese, era in Africa dall’ anno scorso. Dopo una vita vissuta nella tranquilla periferia veronese, famiglia, tre figli, lavoro e stipendio sicuri, a 57 anni aveva cambiato vita. Il suo sogno era quello di aiutare i bambini di Kiremba, nell’ Africa nera, sulle tormentate colline di quel Burundi in passato teatro dei sanguinosi scontri tra le etnie degli hutu e dei tutsi. Era andato a fare il volontario in un ospedale africano di confine come logista, cioè trait d’ union fra Italia e struttura africana. La sua opera è stata interrotta da due criminali. Una rapina, un colpo sparato a bruciapelo lo hanno strappato ai suoi bambini. Nell’ assalto armato hanno perso la vita anche una suora delle Ancelle della Carità, Lukrecija Mamic detta Lucrezia, croata di 63 anni, mentre un’ altra religiosa in servizio nella stessa missione, la sessantasettenne bresciana Carla Brianza è rimasta gravemente ferita: le sono state tagliate cinque dita con due colpi di macete. «Francesco voleva un’ esistenza diversa, voleva dare di più - ha affermato Giovanni Gobbi, presidente dell’ Associazione cooperazione missionaria (Ascom), la onlus laica per la quale l’ odontotecnico aveva deciso di lavorare gratuitamente -. Ed è proprio per dare di più che è morto». Tutto si è consumato in mezz’ ora. I due rapinatori sono riusciti ad entrare nel piccolo convento delle religiose travestiti da operai. Hanno dapprima staccato la corrente elettrica e poi, approfittando della penombra, hanno cominciato il saccheggio. Nel frattempo Bazzani, che era stato avvisato da una suora, cercava di risolvere il problema elettrico. Si è trovato così nel mezzo della rapina ancora in corso. Un’ irruzione violenta. Suor Lucrezia è stata uccisa mentre cercava di difendere la cassa. I malfattori hanno poi preso in ostaggio Bazzani e suor Carla e sono fuggiti usando un’ automobile dell’ associazione. Nel frattempo era scattato l’ allarme. La tragica fine si è consumata a un posto di blocco della polizia del distretto. Capito che non aveva scampo, uno dei rapinatori ha sparato a Bazzani colpendolo al bacino. Poi ha puntato l’ arma contro la suora, la quale ha reagito spostando la canna del fucile ed evitando lo sparo. E proprio in quei momenti la religiosa sarebbe stata colpita con il macete. Ma per i rapinatori la cattura era vicina. La polizia del Burundi ha infatti arrestato i due criminali nei pressi di Marangara, un centinaio di chilometri a ovest di Kiremba. Secondo quanto riferito dall’ agenzia missionaria Misna si tratta di due giovani di 20 e 24 anni, uno studente e uno sbandato già noto agli agenti di Ngozi. Avevano con loro i 4mila euro rubati al convento. Uno di loro, a causa della ferita rimediata nella sparatoria, perdeva sangue da una gamba. A piangere Bazzani c’ è la nuova compagna, Lucilla Volta, un medico dentista che con lui era volontaria in Burundi. Lo sfortunato e generoso uomo lascia tre figli di 40, 34 e 32 anni. L’ ex moglie Claudia Persegati lo ricorda così: «Con lui ho vissuto trent’ anni molto belli. Francesco è sempre stato un generoso. Non mi aveva mai detto nulla dell’ Africa». La sorella Rosanna lo sentiva poco: «Mi diceva “qui sono felice”». Gobbi, che invece era in stretto contatto con lui, conferma: «Era preoccupato solo che non gli rinnovassimo l’ incarico». Questo era Francesco Bazzani, un uomo che aveva deciso di abbandonare una vita agiata per dedicarsi completamente al prossimo. In tempi in cui l’ immagine, l’ apparire e l’ egoismo sono preponderanti, la storia di quest’ uomo straordinario, di questo eroe dei nostri tempi, va scritta per essere portata a conoscenza di tutti, soprattutto delle nuove generazioni e di quanti credono che il profitto valga più della dignità e della vita umana. (Foto e immagini da Google.it)




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    Antonio Nicola Pezzuto - newcitizenpress.com - 01/12/2011


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