Giovanni Tizian è un giovane giornalista precario che collabora con diversi giornali. Precario come tanti altri ragazzi che hanno deciso di intraprendere questa strada per passione, sottopagati e costretti a duri sacrifici. Giovanni scrive di mafia, quella mafia che da bambino gli ha strappato il padre, funzionario di banca, uccidendolo con la lupara a Locri, sulla Statale 106. In seguito a questo grave lutto Giovanni abbandona il suo paese di origine, Bovalino, e si trasferisce a Modena con la sua famiglia. Dopo la laurea in criminologia comincia ad approfondire lo studio del fenomeno mafioso intraprendendo diverse inchieste giornalistiche focalizzate soprattutto sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta, della Camorra e di Cosa Nostra nel Nord Italia. Denuncia con i suoi articoli l’ esistenza delle mafie nell’ apparentemente tranquilla Emilia Romagna, svelando i forti interessi che attirano le attenzioni delle organizzazioni criminali. Documenta le dinamiche attraverso le quali i Casalesi, la ‘Ndrangheta e Cosa Nostra fanno affari sul territorio entrando in contatto con imprese locali. Il pizzo è addirittura diventato un problema secondario, perché Giovanni ha scoperto che il vero business è l’ offerta di servizi a prezzi più bassi, con gravi ripercussioni sul libero mercato. Ricostruisce i percorsi del denaro sporco demolendo la parvenza di legalità garantita dai colletti bianchi. Raccoglie le sue inchieste e pubblica un libro dal titolo “Gotica”. Deve aver pestato i piedi a qualcuno, Giovanni, deve aver toccato forti interessi, perché, in seguito a minacce, adesso vive sotto scorta. Gli è stato detto che deve essere protetto per poter svolgere in sicurezza il suo lavoro. Per un ragazzo di 29 anni vivere scortato significa rivoluzionare la propria vita e anche uscire a mangiare una pizza con gli amici diventa complicato. Ma Giovanni non si abbatte, sta reagendo da vero uomo a questa situazione ribadendo forte che continuerà a fare il suo lavoro. E questo è ciò che vogliono sentire tante persone che in questi giorni gli hanno espresso parole di incoraggiamento e di solidarietà. Adesso, Giovanni, devi essere consapevole che sei diventato un punto di riferimento per tanti che ormai ti seguono quotidianamente e ti sostengono con il loro affetto. Sei diventato d’ esempio per tanti giornalisti che fanno questo lavoro come te perché ci credono. Non devi mollare e se avrai momenti di sconforto e se ti sentirai solo tieni duro. Quando si intraprende una strada come questa si sente una responsabilità particolare. Forse a spingerci è anche una forte dose di incoscienza, perché, in fin dei conti, intorno, trovi anche tanta indifferenza, perché purtroppo c’ è tanta gente che ancora non si è resa conto che il problema delle mafie riguarda tutti. Poi ci sono anche quelli che non fanno una chiara scelta di campo, la scelta della legalità e dello Stato e vivono borderline creando un sistema gelatinoso. Ma noi ci crediamo. E nonostante le mille difficoltà sono sicuro che avrai un grande futuro, perché in questi giorni è accaduto qualcosa di straordinario. Le numerosissime attestazioni di stima e solidarietà che ti hanno raggiunto rappresentano tante mani che scrivono su mille tastiere sparse in ogni parte d’ Italia, pronte a difenderti, pronte a scagliarsi contro chiunque oserà solo verbalmente attaccarti. Coraggio Giovanni, non sei solo, oltre ai ragazzi della scorta hai un esercito di colleghi e non, che vigilano su di te. E finchè ti staremo vicino, e tutti i giornalisti onesti hanno il dovere di farlo, nessuno ti potrà fare del male. Tieni duro amico mio! (Foto e immagini da Google.it)