Dicembre 2018 - Anno X - numero 11 - Giovedì 17 Gennaio 2019
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Bambini fantasma

Arrivano dall'Afghanistan, dall'Africa Subsahariana o dall'Egitto

Ragazzini senza nome. Piccoli schiavi inconsapevoli. Che dormono per strada, che si spaccano la schiena a scaricare frutta nei mercati di Roma, che lavorano 12 ore al giorno nei forni di Milano. E che quando va peggio finiscono nel giro dello spaccio di droga o della prostituzione: e si vendono per pochi euro. In Italia sono 7.540 i minori stranieri non accompagnati: sono gli adolescenti immigrati arrivati in Italia da soli, senza genitori o parenti. Nel 2010 erano tremila in meno (secondo i dati del Comitato Minori del ministero delle Politiche Sociali). Si sono moltiplicati negli ultimi mesi, a causa della crisi nel Nord Africa. Sono ragazzini dai 14 ai 17 anni, maschi nel 94 per cento dei casi. Poco più che bambini, senza documenti. Molto spesso sono in Italia solo di passaggio e vogliono restare sconosciuti, invisibili: meno del 13 per cento viene identificato e accolto in una struttura protetta. Spediti dalla famiglia a fare fortuna o scappati dalla guerra e dalla miseria, arrivano in Italia sui barconi, o nascosti nei camion. O sotto ai camion, aggrappati per giorni tra le ruote dei tir. Partono soprattutto da Afghanistan, Egitto, Tunisia, Marocco, Bangladesh, Mali. Spesso le loro famiglie hanno pagato cifre altissime ai trafficanti: anche 8mila euro, come dice un'indagine di Save the Children. A indebitarsi sono in particolare le famiglie egiziane, che chiedono prestiti a parenti e amici. Ma anche alle banche. Investono sui figli, che approdano a Lampedusa, in Puglia e in Calabria dopo viaggi di sei o anche otto giorni sui barconi carichi di immigrati. E questi ragazzini, una volta arrivati, fanno di tutto per ripagare il debito: sono disposti a fare qualunque lavoro. A Roma adolescenti egiziani caricano e scaricano frutta per 14 ore al giorno ai mercati generali. Per 20 euro al giorno. A Milano, dove la comunità egiziana è ben organizzata, vivono quasi sempre nelle case di connazionali. Vengono impiegati nei forni, dove lavorano di giorno e di notte, anche per 10 o 12 ore di fila in cambio di 3 euro l'ora. E per molto tempo - dicono gli operatori di Save the Children, che su tutto il territorio nazionale cercano di informare i minori stranieri sui loro diritti - non si rendono neanche conto di essere sfruttati.



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    Matteo Mascetti - newcitizenpress.com - 22/01/2012


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