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Gennaio 2021 - Anno XIV - Numero 12 - Venerdì 21 Gennaio 2022
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D. lgs. 28/2015: Depenalizzazione dei reati

Qualcuno parla di mini-amnistia; il 2 aprile è entrato in vigore il d. lgs. 28/2015, ovvero, la legge sulla depenalizzazione. I punti fondamentali riguardano innanzitutto il nuovo art. il 131-bis che prevede la non punibilità per i reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta, laddove l’offesa, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo sia di particolare tenuità e il comportamento risulti non abituale. I reati ricompresi sono una moltitudine e ricomprendono l’esercizio abusivo della professione, l’abuso d’ufficio, l’accesso abusivo a sistema informatico o telematico, gli atti osceni, il danneggiamento, la diffamazione, il furto semplice, il gioco d’azzardo, la guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ecc. Ci sono però dei fatti costituenti reato che pur prevedendo una pena massima inferiore a 5 anni, non beneficiano della “depenalizzazione”. L’elenco di tali reati è tassativo e comprende i reati che comportano morte o lesioni gravissime, per futili motivi o con crudeltà, i reati contro persone che non si possono difendere, i maltrattamenti in famiglia, la violazione degli obblighi di assistenza familiare, l’abuso di mezzi di correzione, lo Stalking, il furto in abitazione o scippo e i reati contro gli animali. Le condizioni per applicare la nuova legge è che l’imputato non deve aver commesso in precedenza reati simili, non deve essere un delinquente abituale e che l’offesa deve essere di particolare tenuità, considerata la condotta e il danno provocato. Il commenti alla depenalizzazione dei reati sono discordanti. Da un lato è considerata una rivoluzione perché per la prima volta si mette in discussione il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale anche per i reati minori, che negli anni ha, di fatto, ingolfato il sistema giustizia in Italia. Un esempio è dato dai processi penali instaurati nei confronti di soggetti che, al supermercato, per una volta, hanno rubato un pacco di alimenti. O chi, ha un linguaggio particolare nei confronti di un’altra persona. In questi casi il magistrato ricorrendo alla tenuità del fatto ed alla constatazione che ha commesso per la prima volta tale azione, archivierà il procedimento. Dall’altro lato viene concessa al Giudice ampia discrezionalità, in quanto la valutazione dei fatti è rimessa al suo equilibrio e alla sua capacità di valutazione. Per cui potrebbero esserci fatti uguali con decisioni diverse. Inoltre, la depenalizzazione dei reati è molto ampio e molti reati puniscono fatti di particolare allarme sociale (si pensi alla guida in stato di ebbrezza).




News letta: 1114 volte.
    Loredana Masseria - newcitizenpress.com - 17/04/2015


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