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Dicembre 2019 - Anno XI - numero 11 - Domenica 08 Dicembre 2019
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Milano e l’oclocrazia dei ciclisti

Vicina in molti aspetti alle metropoli europee, all’idea di grande città cosmopolita con le sue attività economiche e finanziarie, i molteplici interessi artistici e letterari, oltre alla moda e al design, Milano è sempre stata per molti versi aperta e reattiva alle tendenze d’Oltralpe. Tra le molte degli ultimi anni, vige ora tra molti suoi cittadini la propensione ad uno stile hypster -ecologista e sin qui nulla di male, anzi. Anche la tendenza ad abbandonare mezzi inquinanti, soprattutto l’automobile, vuoi per il salatissimo Area C, vuoi per la penuria di parcheggi ed il traffico, non è certo un male. Il sostituto? La bicicletta. E nemmeno in questo ci sarebbe alcunché di negativo, se non fosse che come allo sprone all’utilizzo, sia stato deciso di abbonare ai suoi utilizzatori ogni limite dettato prima delle norme stradali, e dal buon senso. Se da una parte infatti è stato deciso di restringere, in modo peraltro del tutto arbitrario e casuale, buona parte delle vie principali della città per costruire piste ciclabili (che peraltro iniziano e finiscono a casaccio), ha anche optato per un “liberi tutti” a chiunque salga sul sopracitato mezzo bi-ruote. Risultato? Il caos totale. Alcuni sfrecciano scampanellando sui marciapiedi, rischiando di investire a gran velocità i poveri pedoni, che vilipesi e ingiuriati perché occludono la via si appiattiscono ai muri dei palazzi per non soccombere. Altri, per cui il concetto di contromano è alquanto esotico, ormai certi di essere comunque impuniti si lanciano in mezzo alla strada risalendo al contrario sensi unici, di giorno e di notte, e al villano automobilista che recalcitra urlano qualche ingiuria. Tutti, infine, completamente disinteressati al fatto che a loro siano destinati spazi ad hoc ( le suddette piste ciclabili) deambulano dove capita, ormai persuasi che la città sia loro e che loro, come le ambulanze, abbiano assoluta priorità su chiunque altro. Come si evolverà la situazione? Chissà. Forse il prossimo sindaco, meno artistico e più pragmatico nella gestione della circolazione urbana appronterà qualche miglioria.



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    Bruno Renzi - newcitizenpress.com - 10/07/2015


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