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Ottobre 2019 - Anno XI - numero 9 - Venerdì 18 Ottobre 2019
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Scuola..quanto ti voglio bene...

Ogni mattina, quando mi alzo, prima ancora di fare colazione, mi sento come una misera anima in pena che vaga nella speranza che qualcosa mi impedisca di giungere a quella tanto odiata struttura che si propone con lo stesso fascino di una prigione. Esatto, proprio una prigione. Stare seduta per tutte quelle ore cercando di provare un’emozione diversa dall’apatia e dal rifiuto completo dell’ambiente che mi circonda. La noia è padrona del mio corpo e mi scorre nelle arterie più di quando la mia cara nonnina mi costringe a guardare programmi televisivi che mi facevano venire voglia di fare carriera televisiva esclusivamente per eliminarli dalla faccia della Terra. E’ proprio la stessa Noia incondizionata che mi fa passare la voglia di vivere conquistata duramente durante il breve periodo estivo. Essa si estingue nel momento in cui ogni ragazzo varca quel tristissimo cancello per andare a posizionarci su quella deprimente sedia posta difronte al nostro banco nell’incerto tentativo che, magari, proprio quel giorno possa capitare qualcosa di divertente come la prova antincendio o un professore che per nostra sfortuna è assente. Come combattere questa pericolosissima malattia? Prima di tutto bisogna capire cosa scaturisce tutto ciò. La causa principale di questo insidioso stato d’animo fonda le sue profonde radici nella quotidianità dei nostri gesti, ma soprattutto prende realmente forma quando noi partiamo già col presupposto di annoiarci. Chi non ha mai detto, prima di una giornata scolastica: “Oggi mi annoierò a morte”? Secondo me il metodo giusto per evitare la crescente probabilità di annoiarsi è partire con l’idea che oggi sarà una giornata interessante. Esattamente in quel momento saremo portati a prestare più attenzione a ciò che ci viene proposto, che (provare per credere) molte volte sottovalutiamo. Alla citazione “L’educazione è una lunga opera di repressione” io sono contraria. L’educazione sarà anche noiosa, faticosa, lunga, ma alla fine è l’unica che ci aiuta a sviluppare nella giusta maniera le nostre abilità e qualità prendendo in considerazione ogni novità o meno che ci possa aiutare a crescere personalmente sia da un punto di vista morale sia culturale. Infondo, come dice sempre mia madre “la cultura rende liberi!”, d’altronde, come darle torto?



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    Alessandra Servidio - newcitizenpress.com - 03/02/2017


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