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Settembre 2020 - Anno XIII - Numero 8 - Sabato 31 Ottobre 2020
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Il sistema scolastico ai tempi del Covid-19

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In questa situazione di grande difficoltà, sono cambiati tutti gli ambiti della nostra vita: quello socio/economico, quello politico, quello psicologico e persino quello scolastico. In poche settimane il sistema scolastico,di ogni ordine e grado, ha dovuto rivoluzionare le proprie modalità di insegnamento. Tutti si sono chiesti “come si può insegnare a distanza nell’emergenza?”. La risposta è arrivata direttamente dal MIUR, che ha consentito di attivare delle piattaforme on-line per permettere il regolare svolgimento dell’anno scolastico. Inizialmente non è stato facile, alla prova con la DAD in acronimo didattica a distanza, la scuola italiana si è trovata impreparata nell’organizzazione dei tempi, modi e contenuti. Comunque le attività sono state avviate dando largo spazio alle improvvisazioni, in uno scenario di grande confusione, affidate alla libera iniziativa dei Dirigenti Scolastici e al buonsenso degli insegnanti, non di certo abituati ad avere un rapporto a distanza con i propri alunni. Man mano che le settimane passavano, il numero degli educatori coinvolti nelle attività telematiche, cresceva di giorno in giorno. Gran parte di loro, hanno dovuto riadattare il loro piano educativo metodologico didattico per renderlo più aderente alla realtà on- line.

Quasi tutti concordano nel ritenere che le tecnologie digitali siano state un’opportunità di crescita in tutti i sensi. Tale DAD, ad oggi, sembra aver responsabilizzato e maturato alcuni animi ribelli al rispetto delle regole e a saldare un rapporto umano basato sull’empatia e un impegno affettivo-relazionale che si è aggiunto al consueto compito del docente. La piattaforma usata nella DAD ha avuto un costo per docenti e allievi. Basti pensare al costo della connessione, dell’elettricità, al consumo della cartuccia per stampante ecc… Insomma, un cambiamento che ha avuto delle forti ripercussioni sotto tanti aspetti. Altro lato da non sottovalutare è sicuramente la divisione tra i vari docenti delle ore di lezione, poiché non è possibile seguire l’orario del classico calendario scolastico. Tutto ciò che concerne il pacchetto “organizzativo” (collegio docenti, consigli di interclasse sia tra insegnanti sia tra genitori-insegnanti, consigli di Istituto e corsi di aggiornamento) vengono eseguiti attraverso grandi videoconferenze. Ciò che appariva utopistico e lontano dal mondo scolastico, si è rivelato reale e funzionale.

Vivendo in prima persona questa esperienza per via del lavoro di mia madre, docente di Scuola Primaria da tantissimi anni, ho voluto approfondire la questione porgendole alcune domande soprattutto per quanto riguarda l’aspetto psicologico ed emotivo di questo cambiamento. Volevo indagare il gioco continuo tra mente razionale (quella che pensa) e mente emotiva (quella che sente) nel rapporto tra alunno-insegnante. Come primo punto ha voluto sottolineare l’impossibilità di un accesso autonomo alle piattaforme per i bambini tra i 6 e i 10 anni. Questo comporta la necessità della presenza di un genitore per tutta la durata della lezione.

Inoltre ha voluto descrivere lo smarrimento iniziale che si leggeva nei visi dei piccoli studenti. I primi collegamenti sono stati fondamentali per accorciare la distanza che, li separa tutt’ora, e per stabilire un contatto umano oltre la barriera fisica e fredda dello schermo. Il primo incontro virtuale, con bambini di classe 1^, si è svolto osservando un quadro familiare fatto di abbracci e coccole tra mamma e figlio o figlia e papà, dove si percepiva imbarazzo, timidezza ed emozioni alquanto imprevedibili, mai pensate da lei essendo stata con loro per 5 mesi. I loro movimenti, le loro espressioni, l’hanno fatta riflettere su cosa poter fare e poter dire per ritrovare un rapporto di complicità con loro. E’ bastata una settimana per poter gestire la complessa quotidianità attraverso parole, gesti e racconti per poter rientrare nel loro mondo e giorno dopo giorno accrescere la loro voglia di imparare. Come afferma la Dottoressa Ivana Simonelli, che ha ideato un proprio approccio metodologico  Psicopedagogico “Dillo con la Voce” e terapeuta EMDR, “La mente e il cuore dei grandi possono abbracciare la mente e il cuore dei piccoli in un intenso incontro: con accoglienza, legittimazione, delicatezza e anche continua forza vitale.”




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    Claudia Lucchini - newcitizenpress.com - 29/04/2020


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