L'agguato è avvenuto poco prima dell'inizio della partita in casa dei nerazzurri contro la Sampdoria. Dopo che la notizia è circolata la Curva Nord dell'Inter è restata in silenzio, senza esporre striscioni e intonare cori durante la partita contro gli avversari a San Siro, poi i Boys hanno abbandonano gli spalti durante l'intervallo. Boiocchi faceva una vita praticamente fra carcere e stadio, la sua grande passione. Diverse le condanne definitive raccolte nel tempo: rapina, traffico di droga e sequestro di persona. Aveva trascorso oltre 26 anni in carcere, l'ultima volta era stato arrestato nel 2021 dalla Squadra mobile milanese che ora indaga sul suo omicidio. Era stato anche raggiunto da cinque anni di Daspo a seguito degli scontri avvenuti dopo Inter-Napoli del 2018, l'occasione in cui morì l'ultras del Varese Dede Belardinelli. Lo scorso maggio la Cassazione aveva bocciato il suo ricorso, motivo per cui doveva restare a due chilometri dallo stadio durante le partite. La Squadra mobile, diretta da Marco Calì, lo aveva arrestato, come detto, nel 2021 dopo averlo sorpreso a bordo di un'auto con una pistola, un coltello, manette, taser e una pettorina della Guardia di Finanza, tutto materiale che è poi risultato essere attrezzatura per commettere un'estorsione. Nel mondo della curva Nord degli ultras dell'Inter la figura di Boiocchi è sempre stata rispettata.